
Il Sentiero dei Fortini
Dalla Grotta al Faro, lungo il mare più selvaggio di Capri
Ci sono due Capri. C'è quella delle boutique, della Piazzetta, dei limoncelli sorseggiati in terrazza. E poi c'è questa: la Capri selvaggia, silenziosa, dove il sentiero si stringe tra la roccia e il mare aperto e per qualche ora si cammina davvero soli con l'isola. Il Sentiero dei Fortini è la porta di accesso a questa seconda Capri - e chi lo percorre non la dimentica più.
Il tracciato collega la Grotta Azzurra al Faro di Punta Carena lungo il versante occidentale dell'isola, quello meno frequentato dai turisti. Quattro chilometri e mezzo di costa sospesi tra macchia mediterranea e mare, con tre antiche torri militari come tappe lungo il cammino: il Fortino di Orrico, il Fortino di Mesola e il Fortino di Pino. Costruite tra il IX e il XV secolo come difesa dalle incursioni dei Saraceni, furono poi riedificate dagli inglesi nel 1806 e ampliate dai francesi, che conquistarono Capri con una battaglia proprio all'Orrico nel 1808. Oggi sono silenziose sentinelle di pietra affacciate sul Tirreno.
I dettagli del percorso
Lunghezza: circa 4,5 km (solo andata)
Durata: 3 ore circa, soste escluse
Difficoltà: media - adatto a chi è in buona forma fisica, non adatto a bambini piccoli o a chi ha problemi di mobilità
Punto di partenza consigliato: Grotta Azzurra (si cammina in discesa, e si arriva al Faro pronti per il tuffo)
Come arrivare: autobus da Anacapri, fermata Punta Arciera per la Grotta Azzurra; fermata Pino per il Faro
Ingresso: libero e gratuito
Periodo migliore: aprile-giugno e settembre-ottobre, evitando le ore più calde
Cosa vi aspetta lungo il percorso
Tutto cambia ad ogni curva. Si parte dalla Grotta Azzurra e quasi subito ci si ritrova soli: il rumore dell'isola svanisce, sostituito dal vento e dal suono delle onde che si infrangono sugli scogli. Al Fortino di Orrico il panorama sul Golfo di Napoli è già straordinario. Poco oltre, una piccola deviazione porta a Gradola, insenatura nascosta perfetta per una nuotata. A Mesola si cammina accanto a resti di scale scolpite nella roccia viva risalenti all'epoca romana. L'ultimo tratto porta al Fortino di Pino - il più imponente, con 60 metri di diametro - e poi, finalmente, al Faro di Punta Carena: il secondo faro più potente d'Italia, con il suo lido alle spalle e il tramonto davanti.
Lungo tutto il percorso, tabelle maiolicate firmate dall'artista Sergio Rubino raccontano storia, flora e fauna locali. Un museo a cielo aperto che si legge camminando.
Cosa portare
Acqua abbondante (nessun punto di ristoro lungo il percorso), scarpe da trekking o da ginnastica con buona suola, protezione solare, e - assolutamente - il costume da bagno. Il tuffo finale al Faro è la ricompensa più meritata dell'isola.